Il governo della Giamaica sfata i miti sulla marijuana
Lunedì le autorità giamaicane hanno lanciato una nuova campagna educativa. Chiamata “Good Ganja Sense”, affronta il tema del consumo di erba in modo aperto e imparziale. Il fulcro della campagna è il sito web dove le persone possono cercare vari fatti sulla sostanza. L’obiettivo non è solo contrastare la diffusione del passaparola riguardo le informazioni sulla cannabis, ma anche combattere fake news e propaganda falsa in rete.
Un’altra caratteristica interessante della nuova iniziativa è l’autobus che si può vedere per le strade della capitale del paese. Il bus riporta annunci che incoraggiano le persone a “seguir la scienza” e “bruciare i miti sulla ganja”.
Minando l’ideologia proibizionista
Sul web esistono enormi quantità di informazioni sulla coltivazione della cannabis e sul suo utilizzo, ma purtroppo non tutte sono affidabili. E le informazioni fuorvianti riguardo la salute possono essere particolarmente dannose.
Ci si aspetterebbe che un ente governativo combatta i siti che osannano la pianta e i suoi usi medicinali, e le autorità in molti paesi fanno proprio così. Ma non in Giamaica. Sul loro sito hanno scelto di mostrare esattamente le conoscenze che gli attivisti pro-cannabis vorrebbero vedere diffuse ovunque.
Basta dare un’occhiata ad alcuni dei miti sulla marijuana che la campagna “Good Ganja Sense” sta smascherando:
- la marijuana rende pigri (falso),
- abbassa il numero di spermatozoi nei fumatori (ancora controverso),
- è una droga di passaggio (falso),
- come qualsiasi altra droga ricreativa, può essere letale (falso, di nuovo).
Parte del patrimonio culturale
Pochi altri paesi al mondo hanno legami così profondi con la cultura della cannabis. La pianta è stata vietata qui per decenni ed è stata depenalizzata solo nel 2015. Tuttavia, uno dei legislatori giamaicani una volta ha descritto la ganja come il “diritto di nascita” della Giamaica e molti suoi connazionali sarebbero d’accordo.

Dopotutto, questa paradisiaca isola dei Caraibi è sede della Chiesa Rastafariana, e la ganja è parte fondamentale nei rituali religiosi Rastafari. Inoltre, molte varietà di cannabis sono autoctone di quest’isola e non esistono in nessun altro posto. Per questo è ancora più importante porre fine al proibizionismo e rimuovere il rischio di perdere queste preziose genetiche.
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