L’allergia alla cannabis esiste? Come riconoscere i sintomi
- 1. Quali sono i sintomi dell’allergia alla marijuana?
- 2. Quanto tempo passa prima che si manifestino i sintomi di allergia alla marijuana?
- 3. Allergia alla cannabis causata da esposizione e sensibilizzazione
- 4. Quali sono i rischi dell’allergia alla cannabis?
- 5. Come si diagnostica un’allergia alla cannabis?
- 5. a. Test cutanei
- 5. b. Test del sangue
- 6. Come si tratta un’allergia alla cannabis
- 7. Conclusioni
Da quando la cannabis ha acquisito sempre più popolarità nel mondo, sia per scopi ricreativi che medici, sono stati segnalati più casi di allergie alla cannabis in tutto il globo.
Sì, proprio come con qualsiasi pianta o fiore, puoi sviluppare una reazione allergica anche alla marijuana. Secondo l’American Academy of Allergy, Asthma and Immunology1, AAAAI, una persona può sviluppare un’allergia o una reazione allergica alla cannabis dopo essersi esposta alla pianta nei seguenti modi:
- Fumando marijuana;
- Toccando la marijuana;
- Mangiando marijuana;
- E inalando il polline nell’aria.
Infatti, ricerche sull’argomento suggeriscono che in particolare le varietà Sativa di cannabis potrebbero essere particolarmente allergeniche rispetto ad altre, e che chi è allergico a peli di gatto, muffa, acari della polvere o altre piante è più propenso a sviluppare un’allergia alla marijuana.

Vediamo quali sono i sintomi, i trattamenti e i metodi di prevenzione dell'allergia alla cannabis.
1. Quali sono i sintomi dell’allergia alla marijuana?
Quindi, se stai leggendo questo articolo, probabilmente tu o un tuo familiare avete sviluppato sintomi che potrebbero indicare un’allergia alla marijuana. Un’allergia alla cannabis può sembrare molto simile ad altre allergie comuni, con sintomi simili a quelli delle allergie stagionali. I segni e sintomi di un’allergia alla cannabis includono:
| Dove | Cosa |
|---|---|
| Gola | Tosse secca; mal di gola o prurito; nausea. |
| Naso | Congestione; naso che cola; starnuti. |
| Occhi | Prurito; occhi rossi o lacrimanti. |
| Pelle | Dermatite da contatto: vesciche; pelle secca; orticaria; prurito; pelle arrossata e infiammata. |
Assicurati che, in caso presenti uno di questi sintomi, tu abbia verificato che non siano stati causati da altri fattori esterni alla marijuana, per non confondere la cannabis come causa dell’allergia.
Infine, un’allergia severa alla marijuana può causare una reazione allergica rara detta anafilassi. È importante sapere riconoscere i sintomi dell’anafilassi, dato che si tratta di una condizione potenzialmente pericolosa per la vita e può insorgere entro pochi secondi o minuti dall’esposizione agli allergeni.
I sintomi dell’anafilassi includono:
- Difficoltà respiratorie;
- Vertigini e svenimento;
- Prurito e pelle arrossata o pallida;
- Bassa pressione sanguigna;
- Nausea e vomito;
- Lingua o gola gonfia;
- Pulsazioni deboli e accelerate.
Se non si interviene tempestivamente, l’anafilassi potrebbe portare a coma o anche alla morte, quindi ottenere immediata assistenza medica è fondamentale nel caso tu o qualcuno mostri uno dei sintomi qui sopra elencati.
2. Quanto tempo passa prima che si manifestino i sintomi di allergia alla marijuana?
I segni e sintomi di una reazione allergica alla marijuana possono manifestarsi immediatamente dopo che una persona è stata esposta alla pianta, o entro i successivi 20 o 30 minuti dall’esposizione.

Tuttavia, in altri casi, i sintomi possono comparire solo dopo un’ora o anche di più, a seconda del metodo di assunzione. Normalmente, quando una persona ingerisce marijuana sotto forma di edibili o capsule, i segnali dell’allergia richiedono più tempo a comparire.
Una volta notati i sintomi, per evitare che peggiorino dovresti immediatamente allontanarti dalla pianta e smettere di toccarla e consumarla.
3. Allergia alla cannabis causata da esposizione e sensibilizzazione
Il termine sensibilizzazione significa, secondo il vocabolario, la qualità o stato di reagire a certi stimoli in modo sensibile; oppure, il processo che rende un organismo insolitamente sensibile a una sostanza estranea.
Nel caso dell’allergia alla cannabis, la sensibilizzazione è il fenomeno che si verifica quando il corpo sviluppa un’allergia a seguito di esposizioni ripetute allo specifico allergene. Questo capita in genere quando si vive in aree dove si coltiva la cannabis, aumentando quindi il rischio di sviluppare reazioni allergiche alla marijuana.

Se è vero che il polline responsabile dell’allergia è solitamente prodotto dalle piante maschio, anche le piante femmina che presentano fiori ermafroditi maschili possono diffondere particelle nell’aria. La cattiva notizia è che la sensibilizzazione può essere collegata anche al consumo ripetuto di marijuana.
Uno studio condotto da ricercatori spagnoli su pazienti di una clinica allergologica sottoposti al prick test ha scoperto che, in media, i consumatori di cannabis risultavano allergici più spesso rispetto a chi non fumava. Inoltre, coloro che riferivano un uso frequente di marijuana tendevano a risultare positivi più frequentemente rispetto a chi ne faceva un uso sporadico o nullo.2
Con l’industria della cannabis che si avvicina sempre più alla legalizzazione globale, questo comporta coltivazioni su larga scala e accesso più facile, e quindi anche maggiori occasioni di esposizione a potenziali allergeni. Tuttavia si aprono anche nuove vie per la ricerca su diagnosi, trattamenti e prevenzione sull’allergia da cannabis.
4. Quali sono i rischi dell’allergia alla cannabis?
Oltre all’anafilassi, i principali rischi collegati all’allergia alla cannabis sono legati allo sviluppo della reattività crociata con altri allergeni.
La reattività crociata si verifica quando le proteine contenute nella pianta di marijuana, come il polline, somigliano a quelle di un’altra pianta. Quando ciò accade, può scatenarsi una reazione allergica al contatto con proteine simili presenti altrove.

Alcuni alimenti che hanno proteine simili a quelle della cannabis, e che possono quindi causare reazioni allergiche in chi ha già sviluppato allergia alla marijuana, includono frutta secca come mandorle e castagne, e frutta e verdura come mele, banane, pompelmi, pesche, pomodori e melanzane.
5. Come si diagnostica un’allergia alla cannabis?
Una reazione allergica alla cannabis viene diagnosticata esattamente come ogni altra forma di allergia. I medici effettuano esami del sangue e/o test cutanei sul paziente per confermare l’allergia.
Test cutanei
In prima battuta, il medico prenderà visione dell’anamnesi della persona per verificare la presenza di precedenti allergici o elementi rilevanti. Segue quindi una visita per valutare segni e sintomi di allergia.
Se necessario, può essere richiesto un prick test cutaneo. Questo test non è invasivo, è innocuo e richiede solo pochi giorni per ottenere i risultati.

Durante il prick test il medico pone sulla pelle l’allergene diluito, come la cannabis in questo caso, e utilizza un ago per scatenare la reazione allergica nel paziente. Dopo circa 15 minuti, verrà controllata la zona per valutare la comparsa di eventuali sintomi, come rigonfiamento rosso o pomfo, prurito, arrossamento dell’area.
Un altro test cutaneo comune è il test intradermico, che prevede l’iniezione sotto pelle di una piccola quantità di allergene diluito tramite ago.
Test del sangue
Quando i test cutanei non mostrano segni di allergia, si può eseguire un test del sangue per individuare l’eventuale allergia alla marijuana.
La procedura è semplice e prevede un prelievo veloce di sangue, che verrà poi analizzato per la presenza di anticorpi anti-cannabis. Se i risultati evidenziano più anticorpi della norma, è più probabile che la persona sia allergica alla marijuana.

Di solito, i test ematici sono più efficaci e prevedono solo una singola puntura. Inoltre, sono meno influenzati da altri farmaci, ma i risultati richiedono più tempo rispetto a quelli dei test cutanei e possono avere un costo maggiore.
6. Come si tratta un’allergia alla cannabis
Attualmente non esistono terapie specifiche per l’allergia alla cannabis. Sul mercato non ci sono farmaci mirati a questo tipo di allergia, tuttavia si possono assumere antistaminici per alleviare i sintomi e migliorare il comfort.
Alcune allergie da polline si trattano tramite vaccino antiallergico prescrivibile, che riduce la sensibilizzazione della persona agli allergeni contenuti nella sostanza. Tuttavia, non esistono ancora vaccinazioni specifiche per l’allergia alla marijuana, quindi consulta sempre il tuo medico prima di assumere altri farmaci.
A causa delle limitate opzioni terapeutiche disponibili, chi manifesta sintomi di allergia alla cannabis dovrebbe cercare di evitare qualsiasi contatto con la pianta. Questo vuol dire non fumare, non ingerire edibili, non toccare la pianta o prodotti topici, al fine di prevenire i sintomi allergici.
In caso di allergia grave alla cannabis come l’anafilassi, occorre sempre portare con sé un’iniezione di epinefrina per il pronto intervento in caso di esposizione accidentale.
7. Conclusioni
L’allergia alla cannabis può essere considerata un’allergia piuttosto recente, o comunque nuova nel senso che molto deve essere ancora scoperto sull’argomento. Quindi, se hai notato uno dei segnali e dei sintomi descritti sopra, prendine nota e intervieni subito se peggiorano rapidamente.
Se dovessi scoprire di essere allergico alla marijuana, ci dispiace davvero molto e speriamo che la scienza riesca presto a trovare una soluzione. Nel frattempo prenditi cura di te stesso ed evita il contatto con la pianta.
DISCLAIMER MEDICO
Questo contenuto ha solo finalità educative. Le informazioni fornite sono tratte da ricerche provenienti da fonti esterne. Consultare sempre uno specialista prima di prendere decisioni importanti.
FONTI ESTERNE
- "Marijuana Cannabis Allergy", American Academy of Allergy, Asthma and Immunology, AAAAI. Settembre 2020.
- "Prevalence of sensitization to Cannabis sativa. Lipid-transfer and thaumatin-like proteins are relevant allergens", Carlos H. Larramendi, M. Ángeles López-Matas, Angel Ferrer, Angel Julio Huertas, Juan Antonio Pagán, Luis Ángel Navarro, José Luis García-Abujeta, Carmen Andreu, e Jerónimo Carnés. Luglio 2013.
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