Più erba, meno pillole e polveri: cambiamenti nell'uso di droghe durante la pandemia

18 January 2022
Un nuovo studio ha intervistato i frequentatori dei club di New York per scoprire quali sostanze li hanno aiutati ad affrontare le restrizioni del lockdown da COVID-19.
18 January 2022
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Più erba, meno pillole e polveri: cambiamenti nelluso di droghe durante la pandemia

I ricercatori della New York University hanno intervistato 128 adulti appartenenti a una popolazione associata al più frequente uso di sostanze—i frequentatori di feste di musica elettronica—per studiare i loro modelli di uso di droghe durante la pandemia.

Ciò che hanno scoperto è stato un calo drastico nella popolarità delle sostanze più pesanti, mentre la cannabis è andata sempre meglio, diventando più popolare che mai. I risultati sono stati pubblicati lo scorso mese sulla rivista Substance Use & Misuse.

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Lo studio si è concentrato in particolare sul periodo tra marzo e maggio 2020, quando sono entrate in vigore le prime misure di distanziamento sociale. Ai partecipanti è stato chiesto come le restrizioni abbiano influenzato il consumo di alcune delle droghe da festa più popolari.

Non è stata una sorpresa scoprire che la stragrande maggioranza degli intervistati ha riferito un uso meno frequente di tutte: il 78,6 percento in meno per la cocaina, il 71,1 per MDMA (o molly), e il 68 per LSD.

La ragione più ovvia è stata la chiusura dei club mentre il nuovo virus si diffondeva rapidamente a New York e altrove. Gli autori hanno anche suggerito che le restrizioni di viaggio hanno interrotto la catena di approvvigionamento delle droghe illecite, rendendole meno disponibili e facendo salire i prezzi.


Più erba, meno pillole e polveri: cambiamenti nell'uso di droghe durante la pandemia: Una giovane donna dall'aspetto sconsolato seduta sul pavimento della cucina che fuma una sigaretta mentre la sua chitarra resta inattiva proprio accanto a lei

Probabilmente l'erba è la migliore sostanza per "festeggiare" a casa da soli.

A porte chiuse

L'erba, invece—anche se spesso consumata in contesti sociali—non è esattamente una droga da festa, e nello stesso periodo il suo uso è aumentato. Il 35 percento degli intervistati ha dichiarato di aver fumato ancora più cannabis man mano che la pandemia si sviluppava, mentre per un altro terzo l'uso è rimasto invariato.

Una delle ragioni probabili è che chi era abituato a un'inebriante regolarità stesse sostituendo altre droghe con la cannabis, che era ancora facilmente reperibile. I ricercatori hanno suggerito anche un'altra possibile spiegazione. Sebbene manchino ancora prove conclusive, si ritiene che la cannabis sia efficace nel trattamento di depressione, ansia e stress. Essere costretti a rimanere a casa durante il lockdown ha portato a un aumento di queste condizioni sia nella popolazione generale che, ancor di più, tra chi ama le feste.

 



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