Erba in Giappone: Guida sullo stato legale della cannabis

13 October 2022
“La cannabis è legale in Giappone?” è una domanda frequente tra gli appassionati mentre viaggiano nel Paese. Ecco tutto ciò che devi sapere!
13 October 2022
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Erba in Giappone: Guida sullo stato legale della cannabis

Contenuti:
Per saperne di più
  • 1. Leggi sulla cannabis in giappone
  • 1. a. Possesso
  • 1. b. Vendita
  • 1. c. Coltivazione
  • 2. Il cbd è legale in giappone?
  • 3. È legale spedire semi di cannabis in giappone?
  • 4. Cannabis terapeutica in giappone
  • 5. Canapa industriale in giappone
  • 6. Storia e politica
  • 6. a. Politica
  • 7. Consigli utili

1. Leggi sulla cannabis in Giappone

Un'isola straordinaria con 125 milioni di abitanti situata nell'Oceano Pacifico nord-occidentale, il Giappone è oggi una delle destinazioni turistiche più popolari al mondo. Conosciuta come l'Isola del Sol Levante e celebre per la sua cucina unica, la cultura e la tecnologia, il Giappone e la sua popolazione hanno avuto una lunga e ricca storia di uso della cannabis fino alla metà del XX secolo.

Oggi, gli atteggiamenti sono cambiati e in questo articolo esamineremo a fondo le leggi giapponesi sulla cannabis e la storia del Paese con questa pianta, rispondendo alle domande più comuni che ci vengono poste. Iniziamo con una domanda semplice - la marijuana è legale in Giappone?

Possesso

Purtroppo, la cannabis è vietata in tutte le forme in Giappone, senza eccezioni né per l'uso ricreativo né per quello medico. Il possesso e l’uso di cannabis in Giappone (per uso personale) sono espressamente proibiti, e chi viene sorpreso rischia fino a cinque anni di carcere. Le autorità giapponesi adottano una linea particolarmente rigida: basta anche solo una canna per finire dietro le sbarre. Ulteriori sanzioni per il possesso e l’uso di cannabis includono:

 

  • Perdita del posto di lavoro
  • Espulsione da college e università
  • Deportazione ed espulsione permanente dal Paese (per stranieri residenti)

 

Tra i casi più noti, il leggendario Beatle Paul McCartney infranse la legge giapponese sulla cannabis, venendo arrestato in Giappone nel 1980 per possesso di marijuana. McCartney arrivò a Tokyo con 219 grammi di marijuana nella valigia e, nonostante la fama, fu bandito dal Paese per oltre un decennio. Se in passato la cannabis era legale in Giappone fino al 1948, la Cannabis Control Act fu introdotta nel periodo di occupazione americana dopo la Seconda Guerra Mondiale.

Nonostante nel Paese non ci fossero particolari problemi di abuso di cannabis, la pianta fu bandita nel 1948 pur essendo considerata una coltura fondamentale. Cannabis e canapa erano utilizzate sia per scopi pratici che spirituali, ma le autorità americane optarono per il divieto, concedendo una deroga alla canapa per la sua importanza agli agricoltori giapponesi dell’epoca.

Vendita

Come prevedibile, la vendita di cannabis in Giappone comporta condanne detentive fino a sette anni. Secondo la Legge sul Controllo della Cannabis giapponese, l’infrazione prevede anche una multa fino a 2.000.000 yen (circa 15.000 dollari), a seconda della quantità sequestrata.

 

Erba in Giappone: vendita

La vendita di cannabis in Giappone può portare fino a 7 anni di carcere.
 

L’importazione o l’esportazione di marijuana da e per il Giappone comporta anch’essa una pena detentiva fino a sette anni con relativa multa fino a 3.000.000 yen.

Coltivazione

Terzo punto - Esatto, non è possibile coltivare legalmente cannabis in Giappone: chiunque venga scoperto a coltivare la pianta può essere condannato al carcere e a multe come descritto sopra. Sebbene oggi il Giappone sia sottoposto a leggi severe di proibizionismo, il Paese fu un tempo uno dei grandi coltivatori della pianta. Prima del 1950, si stima che nel Paese fossero attive oltre 25.000 aziende agricole di cannabis e canapa. Nonostante la proibizione, agli agricoltori giapponesi fu consentito produrre la pianta per un breve periodo dopo il divieto, ma la diffusione dei tessuti sintetici e l’aumento del costo delle licenze per la coltivazione fecero crollare rapidamente il settore.

2. Il CBD è legale in Giappone?

Sebbene le leggi sulla cannabis in Giappone siano tra le più severe del mondo sviluppato, forse sorprendentemente, il CBD è legale in Giappone a seguito di una normativa approvata nel 2016. La legge consente l’uso e la vendita di CBD sul territorio giapponese. Tuttavia, tutti i prodotti CBD devono essere realizzati esclusivamente con il fusto e i semi della pianta di canapa e non devono contenere THC. Allo stesso modo, chi viaggia in Giappone può portare con sé prodotti CBD, purché non contengano assolutamente THC.

Poiché in Giappone chi entra con cannabis o prodotti contenenti THC rischia il carcere, è fondamentale che ciò che porti nel Paese sia totalmente privo di THC. Questo significa che il THC non deve risultare nei test di laboratorio di terze parti sui prodotti CBD. Qualsiasi prodotto CBD tu decida di usare, verifica sempre i risultati dei laboratori indipendenti dell’azienda. In Giappone, prodotti CBD come oli, bevande e caramelle gommose sono facilmente reperibili in tanti negozi, dai rivenditori specializzati ai beauty bar.

3.  È legale spedire semi di cannabis in Giappone?

I semi di cannabis rientrano in una sorta di zona grigia secondo la legge giapponese. La Cannabis Control Act include i semi di cannabis come sostanza illegale, ma la normativa non è particolarmente chiara al riguardo.

 

Erba in Giappone: comprare semi è legale?

I semi possono essere posseduti solo per scopi ornamentali.
 

Come in altri Paesi dove è illegale coltivare cannabis, i semi possono essere posseduti solo per scopi decorativiTuttavia, il seme deve essere sterilizzato e, sebbene sia tecnicamente legale inviarli per posta, rischi e utilità sono decisamente limitati, vista la severità della legge giapponese che circonda consumo e coltivazione della cannabis. 

4. Cannabis terapeutica in Giappone

La cannabis terapeutica è ancora illegale in Giappone; tuttavia, le cose potrebbero cambiare nei prossimi mesi. Nell’agosto 2021 il Ministero giapponese ha raccomandato al governo di prendere esempio da altri Paesi e di consentire l’uso medico della cannabis. Il panel del Ministero della Salute, Lavoro e Welfare si è riunito quest’anno per avviare discussioni sulla legalizzazione della cannabis terapeutica per aiutare i pazienti con epilessia farmacoresistente. Il Ministero ha suggerito di autorizzare sperimentazioni cliniche di farmaci a base di cannabis come Epidiolex, ma non ha raccomandato espressamente la legalizzazione della cannabis ad uso terapeutico. Tuttavia, nonostante l’ipotesi di leggi più permissive per l'uso medico, il Ministero intende anche inasprire ulteriormente la repressione dell’uso ricreativo, irrigidendo le leggi già attuali. Insomma, un passo avanti e due indietro.

5. Canapa industriale in Giappone

Prima dell’occupazione americana alla fine degli anni ’40, il Giappone vantava un settore della canapa molto fiorente. Sebbene a seguito del divieto nel 1948 sia stata concessa una deroga per la produzione, nel tempo il settore si è drasticamente ridotto. Se non fosse stato per l’intervento dell’Imperatore che ottenne permessi per gli agricoltori, la canapicoltura sarebbe scomparsa completamente. Oggi, fibre di canapa e semi non germinati vengono ancora usati per realizzare vari prodotti commerciali e oggetti religiosi, come spezie shichimi, tradizionali festoni di paglia shimenawa e tende divisorie noren. Tuttavia, molti di questi prodotti vengono importati dall’estero.

 

Erba in Giappone: canapa industriale

La coltivazione della canapa è legale in Giappone se muniti di permesso o licenza.
 

Attualmente, la canapa può essere coltivata in Giappone solo se si ottiene un permesso e, una volta rilasciato, tutto viene monitorato attraverso un severo sistema di licenze. Si stima che solo circa 20 agricoltori siano autorizzati a coltivare la pianta, soprattutto per i santuari dove viene bruciata in rituali di purificazione o per la realizzazione di nodi cerimoniali. La maggior parte delle aziende agricole si trova nella Prefettura di Tochigi, che produce circa il 90% della canapa commerciale giapponese. Tuttavia, le aziende sono di piccole dimensioni e raramente superano i 10 ettari.

Le condizioni della licenza prevedono che gli agricoltori coltivino Tochigishiro, una varietà a basso contenuto di THC priva di effetti psicoattivi. I semi di questo tipo di canapa vengono distribuiti dal governo giapponese agli agricoltori. Considerando la crescita dell’industria della canapa, però, molti agricoltori locali lamentano le attuali limitazioni. Tuttavia, con la legalizzazione del CBD nel 2016, il governo giapponese potrebbe rivedere la regolamentazione per consentire coltivazioni su larga scala.

6. Storia e politica

La cannabis e la canapa hanno una storia antica e profonda in Giappone, che risale a centinaia, se non migliaia, di anni fa, con alcune delle prime tracce che collocano l’uso di cannabis già nel periodo Jomon (tra il 10.000 a.C. e il 300 a.C.). Le ricerche archeologiche hanno rivelato che fibre e semi di cannabis erano impiegati per realizzare vari oggetti di uso quotidiano, tra cui vestiti, corde per archi e fili da pesca. Utilizzata durante tutta la storia del Giappone, la pianta viene persino menzionata in un celebre libro di poesie risalente all’ottavo secolo.

La cannabis ebbe anche un ruolo nello shintoismo, la religione autoctona giapponese, in cui la combustione della pianta serviva a eliminare gli spiriti negativi dall’aria. Tuttavia, nonostante secoli di impiego, la legge del 1948 che ne vietò la coltivazione ne cambiò status legale e percezione nel Paese. Considerata un tempo preziosa per valore spirituale e medicinale, mezzo secolo di stigma e disinformazione hanno portato al declino della reputazione della cannabis in Giappone.

Politica

Se il governo giapponese si dimostra timidamente aperto a considerare le potenzialità della cannabis come cura, sulle questioni ricreative la direzione è decisamente opposta. Il recente giro di vite sulla marijuana ha sollevato preoccupazioni sugli eccessi governativi. Nel settembre 2020 le autorità di Tokyo hanno trattenuto per quasi tre settimane due persone dopo che avevano raccontato le loro esperienze con la cannabis sui social network, esortando altri a provarla. Inoltre, il consolato giapponese ha invitato i turisti nipponici negli USA a non consumare cannabis ricreativa, anche in quegli Stati dove è legale, avvertendo che potrebbero verificarsi conseguenze legali una volta rientrati in Giappone.

 

Erba in Giappone: politica

Il consolato giapponese ha consigliato ai turisti di non usare cannabis ricreativa negli USA.
 

Purtroppo, la popolazione giapponese è in larga parte d’accordo con il governo. Molti credono ancora, secondo idee superate, che questa "droga" sia pericolosa, socialmente inaccettabile e priva di valore medico. Lo conferma un sondaggio che mostra come meno del 2% della popolazione abbia provato la cannabis. Negli Stati Uniti, ad esempio, oltre il 50% della popolazione ha provato la marijuana almeno una volta. Su 47 Paesi analizzati nell’ultimo decennio, il Giappone è risultato il secondo con la percentuale più bassa di popolazione che ha fatto uso di marijuana: solo la Cina, con lo 0,3%, ha una percentuale inferiore. Vista questa indifferenza, non ci si aspetta una legalizzazione, né a breve né a lungo termine.

 

Consumo di cannabis nella vita adulta per Paese
Paese Percentuale della popolazione che ha provato la cannabis Paese Percentuale della popolazione che ha provato la cannabis
Stati Uniti 51,6% Cile 31,5%
Canada 44,5% Francia 30,6%
Nuova Zelanda 41,9% Galles 29,8%
Danimarca 36,5% Italia 29,3%
Australia 33,5% Giappone 1,9%

 

Nonostante la legalità del CBD, le autorità giapponesi si sono assicurate di commercializzare i prodotti CBD senza alcun simbolo legato alla marijuana, per cui gran parte della popolazione non è a conoscenza della sua origine. In ogni caso, visto il continuo rigore del governo rispetto ai presunti pericoli della cannabis, sembra difficile che Tokyo possa mai diventare l’Amsterdam dell’Oriente e il proibizionismo sull’uso ricreativo è destinato a proseguire ancora a lungo.

7. Consigli utili

Pur essendo uno dei paesi più tecnologicamente avanzati al mondo, il Giappone ha ancora molta strada da fare sulle leggi relative alla cannabis. Se la cannabis terapeutica potrebbe trovare uno spazio nel futuro, le leggi per l’uso ricreativo sono semmai sempre più restrittive. Terra di cucina, architettura e cultura spettacolari, il Giappone è l’undicesimo paese più visitato del mondo. Tuttavia, la cannabis resta bandita sia per residenti che per turisti. Data la severità delle pene, ti consigliamo di gustarti sushi e sake e di lasciare le canne per situazioni più sicure! 

Se vuoi approfondire le leggi sulla cannabis da tutto il mondo, visita il nostro blog Fast Buds nella sezione dedicata, dove trovi tutte le ultime news, consigli di coltivazione e molto altro.



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