Sindrome da Iperemesi Cannabinoide (CHS) Spiegata
- 1. Cos'è la sindrome da iperemesi cannabinoide o chs?
- 2. Identificare i sintomi della sindrome da iperemesi cannabinoide
- 2. a. Il problema della legalizzazione e dello stigma riguardo l'uso di marijuana
- 3. Diagnosi e statistiche sulla sindrome da iperemesi cannabinoide
- 3. a. Statistiche sull'uso di cannabis negli usa e chs
- 3. b. Come può essere diagnosticata la sindrome da iperemesi cannabinoide?
- 4. Perché la marijuana dovrebbe causare la sindrome da iperemesi cannabinoide?
- 4. a. Opinioni contrapposte sulle teorie esistenti
- 5. Quali trattamenti esistono per la sindrome da iperemesi cannabinoide?
- 5. a. Perché le docce calde aiutano a lenire la chs?
- 6. La sindrome da iperemesi cannabinoide è davvero nuova?
- 7. Conclusioni
Cosa succede quando il trattamento per la tua condizione diventa esso stesso la condizione? Studi recenti hanno scoperto che l'uso grave e a lungo termine della marijuana potrebbe portare a un disturbo noto come Sindrome da Iperemesi Cannabinoide, CHS. Dal punto di vista medico, la cannabis è stata solitamente considerata un antiemetico, ovvero efficace contro la nausea, ma questi nuovi studi hanno in realtà identificato un nuovo modello tra i pazienti che utilizzano marijuana medica in cui avviene l’esatto opposto: nausea e vomito estremi.

Qual è quindi la relazione tra il consumo di cannabis e questo vomito estremo? La risposta potrebbe essere proprio la Sindrome da Iperemesi Cannabinoide, anche se questa condizione è così recente che sono necessarie ulteriori indagini. Andiamo a scoprire tutto quello che si conosce sulla CHS e districhiamo cosa sia realmente questo nuovo disturbo legato alla marijuana.
1. Cos'è la Sindrome da Iperemesi Cannabinoide o CHS?
Come suggerisce il nome, la Sindrome da Iperemesi Cannabinoide, nota anche come Cannabis Hyperemesis Syndrome, è un disturbo che si pensa sia causato da un uso eccessivo e prolungato della marijuana.1 Iperemesi è un termine usato per riferirsi a casi di vomito estremo, dove hyper- significa estremo in greco, e -emesi indica il vomito. Ad esempio, alcune donne in gravidanza possono soffrire di una condizione chiamata Iperemesi gravidica, che consiste in una nausea persistente e un vomito grave, ben più della normale nausea mattutina. 2

Ma com'è possibile che la marijuana, spesso prescritta per alleviare sintomi di nausea o vomito in pazienti sottoposti ad altri trattamenti medici, come nel caso della CINV (nausea e vomito indotti da chemioterapia nei pazienti oncologici), possa finire col provocare l'effetto contrario?
Proviamo quindi a individuare i sintomi e le possibili cause della Sindrome da Iperemesi Cannabinoide prima di trarre conclusioni affrettate.
2. Identificare i Sintomi della Sindrome da Iperemesi Cannabinoide
Come con qualsiasi altra condizione medica, la prima cosa da riconoscere è un modello di segni e sintomi della malattia. Questo è esattamente il primo passo che un medico o uno specialista eseguirà quando ci rechiamo in visita presso di loro: chiederà precisamente cosa abbiamo sentito o sperimentato.
Queste informazioni sono necessarie per restringere le possibilità tra le varie condizioni. Nel caso della CHS, i segni e i sintomi sono suddivisi in tre diverse fasi:
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Fase 1: Fase Prodromica
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La fase prodromica può estendersi per diversi mesi o anni. Durante questa fase, i sintomi principali includono nausea e vomito mattutini e dolore addominale. |
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Fase 2: Fase Iperemetica
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Durante questa fase, gli episodi di nausea e vomito diventano altamente ripetitivi, così come il dolore addominale. I soggetti cercheranno molto probabilmente assistenza e trattamento medico. |
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Fase 3: Fase di Recupero
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La condizione viene finalmente riconosciuta e diagnosticata. I pazienti che sospendono il consumo di cannabis entrano nella fase di recupero. Vomito e nausea cessano. |
Come abbiamo indicato nella tabella sopra, nella prima fase della CHS, la fase prodromica, il soggetto potrebbe sperimentare dolore anomalo nell'area addominale e perfino nausea o vomito mattutini. Tuttavia, la maggior parte delle persone con questi sintomi non modificherà ancora le proprie abitudini alimentari. 3
Allo stesso tempo, dato che la cannabis è spesso considerata un trattamento efficace per nausea e vomito, i soggetti solitamente ricorrono all'uso di diverse forme della pianta nel tentativo di fermare la nausea. Un altro sintomo comune è lo sviluppo di una paura del vomito.

Durante la seconda fase della malattia, la fase iperemetica, i segnali diventano troppo evidenti per essere ignorati. I segni e i sintomi di questa fase includono:
- Sensazione continua di nausea;
- Episodi ripetuti di vomito, sono stati riportati casi fino a 40 episodi in una sola giornata. 4
- Dolore addominale o alla pancia;
- Cambiamenti nelle abitudini alimentari, con riduzione dell’assunzione di cibo;
- Perdita di peso evidente;
- Disidratazione e altri segni di perdita di liquidi;
- Difficoltà a dormire;
- E comportamenti insoliti come docce o bagni frequenti per alleviare i sintomi.
Nella fase iperemetica, gli episodi di vomito diventano spesso molto intensi e possono essere schiaccianti, il che può portare a una forte paura del vomito. Di solito, i soggetti che soffrono di questi sintomi in questa fase cercano assistenza medica. Una volta che la condizione è stata diagnosticata, la fase iperemetica si interrompe solo quando il paziente smette di usare marijuana in qualsiasi forma. Fatto ciò, si entra nella fase di recupero.

Durante quest'ultima fase del disturbo, il soggetto potrà finalmente recuperare l’appetito e normalizzare le abitudini alimentari. Gli episodi di nausea e vomito diminuiscono, fino a poter scomparire completamente; il peso corporeo può essere recuperato e anche la routine di docce e bagni torna normale.
La fase di recupero può richiedere giorni o settimane prima che si notino i cambiamenti. Tuttavia, i sintomi spesso si ripresentano se il paziente consuma nuovamente cannabis. C’è però un problema fondamentale riguardo la diagnosi e il recupero dalla Sindrome da Iperemesi Cannabinoide, ed è legato allo status legale e sociale della marijuana.
Il Problema della Legalizzazione e dello Stigma riguardo l'Uso di Marijuana
Sebbene l’uso della marijuana a scopi medici stia ottenendo sempre più accettazione in diversi paesi in tutto il mondo, la legalità e la mancanza di informazioni su questa sostanza potrebbero essere un grosso ostacolo per quanto riguarda la CHS.
In primo luogo, nei luoghi dove l’uso della cannabis non è ancora legale, né a scopo medico né ricreativo, gli utenti potrebbero non aprirsi con i loro medici sul reale uso di marijuana o sulle quantità effettivamente consumate, per paura di giudizi o ripercussioni. Inoltre, dato che la marijuana è generalmente ritenuta un rimedio per la nausea, il paziente potrebbe considerarlo irrilevante o inutile parlarne col medico, il che porta al problema successivo legato alla diagnosi della Sindrome da Iperemesi Cannabinoide.

La mancanza di informazioni e la necessità di ricerche mirate sulla marijuana è chiarissima se guardiamo alla CHS. In primo luogo, questa viene considerata una condizione relativamente nuova, anche se più avanti vedremo come ciò non sia del tutto vero. Essendo poi un disturbo reputato nuovo o trascurato, molti medici non sono ancora nemmeno a conoscenza della sua esistenza, quindi come potrebbero riconoscerla tra i propri pazienti?
Il secondo problema dovuto a questa mancanza di informazioni è che non esistono veri trattamenti oltre a docce e bagni caldi e alla sospensione dell’uso di cannabis. Ma come si può trovare un rimedio se nessuno sta cercando davvero? Questa disinformazione potrebbe portare a rischi e problemi maggiori, magari ci sono complicazioni sottostanti ancora ignorate.
La richiesta di ricerca scientifica sulla CHS dovrebbe essere presto posta sotto i riflettori. Ora che la legalizzazione della marijuana si sta diffondendo nel mondo, i casi di Sindrome da Iperemesi Cannabinoide sono già in aumento man mano che sempre più pazienti ricevono prescrizioni di cannabis medica per trattare altri disturbi.
3. Diagnosi e Statistiche sulla Sindrome da Iperemesi Cannabinoide
Prima di parlare delle modalità di diagnosi della Cannabis Hyperemesis Syndrome, vediamo alcune statistiche e numeri.
Statistiche sull'Uso di Cannabis negli USA e CHS
Negli Stati Uniti la legalizzazione dell’uso di marijuana è partita nel 2009. Dopo che il Dipartimento di Giustizia pubblicò una nota indicando che né gli utenti né i venditori di cannabis medica sarebbero stati perseguiti, i numeri relativi al consumo di marijuana sembrarono aumentare. Tuttavia, non potrebbe essere questo semplicemente il frutto della libertà che gli utenti hanno di parlare del loro uso, più che di un reale incremento del consumo?

A prescindere dal fatto che questa crescita sia reale o meno, la percentuale di vomito episodico nel paese ha registrato un aumento del 17,9% rispetto ai tassi precedenti la legalizzazione e, secondo la Drug Abuse Warning Network (DAWN), il consumo di erba riportato nelle cartelle cliniche è aumentato del 21% tra il 2009 e il 2011. 5 6
Dal 2009 in poi, le segnalazioni di iperemesi hanno mostrato un aumento significativo e continuano a crescere di circa l'8% ogni anno. Infatti, questi incrementi sono stati riscontrati soprattutto negli stati USA dove la marijuana è stata legalizzata.

Si ritiene che questa condizione CHS, finora giudicata rara, emergerà come effetto collaterale comune nei consumatori abituali e a lungo termine di cannabis, con l’aumentare della legalizzazione nei vari paesi del mondo.
Come Può Essere Diagnosticata la Sindrome da Iperemesi Cannabinoide?
Quando si parla di diagnosi della CHS, il percorso può essere molto vario, a seconda di quanto i medici e le strutture sanitarie siano informati. Da un lato, un paziente che potrebbe soffrire di CHS dovrà sottoporsi a numerosi esami e accertamenti medici prima che la condizione venga scoperta. Ciò è più probabile in luoghi dove l’uso di cannabis non è ancora accettato e nei casi in cui i pazienti sono restii ad ammettere il proprio consumo di marijuana.

Quando si verifica questa mancanza di informazioni da una o entrambe le parti, sono necessari diversi esami per escludere che altre patologie possano causare i sintomi. Questi esami medici possono includere:
- Esami degli elettroliti;
- Analisi del sangue per cercare anemia o infezioni;
- Test degli enzimi pancreatici ed epatici;
- Nel caso delle donne, test di gravidanza;
- Radiografie addominali e altri esami per escludere blocchi intestinali;
- Gastroscopie per esaminare esofago e stomaco in cerca di possibili cause del vomito;
- TC cranica e addominale per escludere problematiche del sistema nervoso o altre condizioni legate al vomito;
- Analisi delle urine per rilevare infezioni;
- E test antidroga, che possono effettivamente risultare utili.
Dall’altro lato, se un paziente affetto da CHS ha la fortuna di imbattersi in medici aggiornati, o se si è precedentemente informato, la diagnosi potrebbe anche saltare alcuni di questi esami ed essere fatta tramite un semplice colloquio. Anche così, i test sono comunque consigliati per evitare che altre patologie passino inosservate.
4. Perché la Marijuana Dovrebbe Causare la Sindrome da Iperemesi Cannabinoide?
Una delle domande più frequenti sulla CHS è come mai la cannabis, usata spesso per trattare nausea e vomito, possa in certi casi provocare l’effetto opposto? Benché servano molte più ricerche, ci sono alcune teorie e idee sul perché ciò accada.

La marijuana, in particolare il THC, attiva i recettori CB1 nel nostro organismo, i quali possono così produrre alcuni dei seguenti effetti sul sistema gastrointestinale:
- Infiammazione e dolore viscerale;
- Rilassamento dello sfintere esofageo inferiore;
- Inibizione della secrezione acida gastrica;
- Diminuzione della motilità gastrica;
- E rallentamento dello svuotamento gastrico.
Tuttavia, questa teoria secondo cui il THC assunto massicciamente e in modo prolungato avrebbe effetti antiemetici sul cervello ma effetti disturbanti sull’intestino, è ancora da confermare.
Il THC però non è l’unico sospettato della Sindrome da Iperemesi Cannabinoide; altrimenti sarebbe chiamata Sindrome da Iperemesi da THC. Altri studi sia su umani che su animali, pratiche che non approviamo, hanno scoperto che altri cannabinoidi, tra cui CBD e CBG, e il loro modo di interagire possono anch’essi produrre effetti anti-nausea o provocare vomito, a seconda delle dosi assunte.
Opinioni Contrapposte Sulle Teorie Esistenti
Considerando le idee opposte riportate sulle varie teorie, emerge l’ulteriore bisogno di ricerca. Una rassegna pubblicata da un gruppo di ricercatori australiani nel 2006 ci ha portati davvero a interrogarci su quale sia la verità. 7
“La cannabis viene consumata da molti secoli e attualmente è usata da milioni di persone in molti paesi [...] È difficile credere che una sindrome distintiva causata dalla cannabis non sia mai stata notata prima né dagli utenti, né dai medici.”
Potrebbe esserci molto di vero in quest’affermazione, tuttavia, i ricercatori non hanno approfondito abbastanza le indagini da poter esprimere un vero punto di vista o smentire concreti riscontri.

Altre opinioni opposte considerano che forse non sia in realtà la cannabis a provocare i sintomi, ma le sostanze chimiche con cui le piante vengono coltivate. Questa teoria potrebbe avere senso visto che in paesi come India e Asia, dove le piante di cannabis sono coltivate esclusivamente con metodi naturali, non sono stati segnalati casi di CHS.
5. Quali Trattamenti Esistono per la Sindrome da Iperemesi Cannabinoide?
Ad oggi, non sono stati individuati veri trattamenti medici per alleviare i sintomi della Sindrome da Iperemesi Cannabinoide. Questo significa che, purtroppo per gli appassionati di cannabis, l’unica soluzione efficace per fermare nausea, vomito e dolore addominale è smettere di usare marijuana in ogni sua forma.
Sospendendo l’uso di cannabis, i sintomi tendono a ridursi dopo le prime 24-48 ore, a meno che i pazienti non ricadano nel consumo prima di tale periodo. La sospensione della cannabis non è una soluzione temporanea, ma piuttosto una soluzione definitiva, poiché i sintomi possono ripresentarsi anche a distanza di mesi o anni se si riprende l’uso.

I trattamenti a breve termine per alleviare rapidamente i sintomi includono alcuni dei seguenti. I pazienti possono avere bisogno anche di qualche giorno di assistenza ospedaliera.
- Fare una doccia o un bagno caldo;
- Somministrazione endovenosa di fluidi per prevenire la disidratazione;
- Farmaci per ridurre il vomito, sebbene non sempre efficaci;
- Analgisici per affrontare il dolore addominale;
- Inibitori della pompa protonica per ridurre l’infiammazione allo stomaco;
- Applicazione di crema o lozione a base di capsaicina sulla pancia per alleviare dolore e nausea;
- E farmaci a base di benzodiazepine per rilassarsi.
La persona che soffre di CHS dovrà occuparsi sia dei sintomi legati al disturbo, sia dei problemi collaterali che questo può causare. Questo include trattamenti di supporto come la reintegrazione di elettroliti per correggere eventuali squilibri dovuti al vomito ripetuto.
Perché le Docce Calde Aiutano a Lenire la CHS?
Leggendo che le docce calde sono considerate il rimedio più efficace per la CHS, potresti chiederti perché proprio ciò avvenga. Esistono tre diverse ipotesi a riguardo.
La prima ipotizza la presenza nei cannabinoidi di componenti psicoattivi ipotermici e che le docce calde aiutino a regolare la temperatura corporea centrale dell’utente. La seconda suggerisce che i recettori CB1 siano situati vicino al sistema di termoregolazione nell’ipotalamo e che l’acqua calda favorisca la regolazione della temperatura. 8 9

La terza ipotesi afferma che l’acqua calda possa deviare il flusso sanguigno dal tratto digerente verso la pelle e quindi “distrarre” la sensazione di nausea. Tuttavia, i ricercatori non sembrano del tutto convinti da queste tre teorie, e di recente ne è apparsa una nuova e più promettente.
Questa ultima ipotesi propone che a temperature molto elevate, oltre i 43°C, o tramite legame con la capsaicina, i canali ionici TRPV1 si aprano, producendo così effetti antiemetici sull’organismo. Quindi, se un paziente CHS riesce a stimolare questi canali TRPV1 con il calore o la capsaicina, potrebbe combattere l’emesi, ovvero il vomito. 10 11
6. La Sindrome da Iperemesi Cannabinoide è Davvero Nuova?
Durante questo articolo, e facendo le nostre ricerche, ci siamo accorti della grande enfasi posta sul fatto che si tratti di un disturbo recente. Tuttavia, indagando di più, abbiamo scoperto che non è proprio così.
Il primo vero rapporto documentato sulla CHS risale al 2004 da parte di J. H. Allen e altri ricercatori. Inoltre, già nel 2002 nel libro di Mitch Earleywine, "Understanding Marijuana", l’autore cita scritti arabi dell’XI secolo che riportavano effetti di nausea da cannabis.
"L’uso regolare di hashish può portare a continui conati e alla morte", recitavano gli scritti
Infine, questi effetti collaterali con nausea e vomito erano già segnalati nelle informazioni di prescrizione del Marinol. Marinol è il nome commerciale del dronabinol, farmaco a base di THC approvato dalla FDA già nel 1985.
7. Conclusioni
Per concludere sull’argomento CHS ci affidiamo a una delle frasi più famose della filosofia:
"So di non sapere" Socrate, (470 – 399 a.C.)
Anche se potrebbe sembrare una battuta, la realtà è che prima di diagnosticare un qualsiasi disturbo, non sarebbe forse il caso che la scienza, la medicina o il settore competente sia davvero certo di ciò che afferma e pratica?
Purtroppo, tutt’oggi conosciamo solo la punta dell’iceberg riguardo la cannabis. C’è ancora molto da scoprire sia su questa pianta che sui suoi possibili benefici e effetti collaterali: nessuna ipotesi dovrebbe essere accettata pienamente finché non sarà smentita da prove concrete.
DISCLAIMER MEDICO
Questo contenuto ha solo scopo educativo. Le informazioni fornite derivano da ricerche raccolte da fonti esterne.
RIFERIMENTI ESTERNI
- "Cannabinoid Hyperemesis Syndrome" Jonathan A. Galli, Ronald Andari Sawaya, e Frank K. Friedenberg. Dicembre 2011.
- "Iperemesi gravidica e disturbi della disfunzione placentare" Heleen M. Koudijs, Ary I. Savitri, Joyce L. Browne, Dwirani Amelia, Mohammad Baharuddin, Diederick E. Grobbee e Cuno S. P. M. Uiterwaal.
- "Cannabinoid hyperemesis: cyclical hyperemesis in association with chronic cannabis abuse" J. H. Allen, G. M. de Moore, R. Heddle e J. C. Twartz. Novembre 2004.
- "Cannabinoid Hyperemesis Syndrome" Erik Messamore per 15-Minute Pharmacology su YouTube. Maggio 2020.
- "Effetti della legalizzazione della cannabis medica del 2009 sull'uso ospedaliero per dipendenza da cannabinoidi e vomito persistente" Mustafa Al-Shammari, Karina Herrera, Xibei Liu, Brandon Gisi, Takashi Yamashita, Kyu-Tae Han, Mohamed Azab, Harmeet Mashiana, Muthena Maklad, Muhammad Talha Farooqui, Ranjit Makar e Ji Won Yoo. American Gastroenterological Association (AGA), luglio 2017.
- "Qual è la portata dell’uso di marijuana negli Stati Uniti?" National Institute on Drug Abuse (NIDA), aggiornato luglio 2020.
- "Cannabis hyperemesis: causation questioned" A. Byrne, R.Hallinan e A. Wodak. Gennaio 2006.
- "Cannabinoid hyperemesis syndrome: a case report and review of pathophysiology" Corina L. Iacopetti e Clifford D. Packer. Marzo 2014.
- "Cannabinoid hyperemesis and compulsive bathing: a case series and paradoxical pathophysiological explanation" Dale A. Patterson, Emmaleigh Smith, Mark Monahan, Andrew Medvecz, Beth Hagerty, Lisa Krijger, Aakash Chauhan e Mark Walsh. Dicembre 2010.
- "The functions of TRPA1 and TRPV1: moving away from sensory nerves" E. S. Fernandes, M. A. Fernandes e J. E. Keeble. Maggio 2012.
- "Resolution of cannabis hyperemesis syndrome with topical capsaicin in the emergency department: a case series" Laurel Dezieck, Zachary Hafez, Albert Conicella, Eike Blohm, Mark J O'Connor, Evan S. Schwarz e Michael E. Mullins. Maggio 2017.
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