Italia: la Corte blocca il referendum per legalizzare la coltivazione di cannabis

22 February 2022
La Corte Costituzionale italiana ha bloccato l'iniziativa sostenuta da oltre mezzo milione di firme.
22 February 2022
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Italia: la Corte blocca il referendum per legalizzare la coltivazione di cannabis

Un referendum popolare che mira a depenalizzare la coltivazione di cannabis per uso personale potrebbe non svolgersi quest'anno. Una sentenza della Corte Costituzionale del Paese della scorsa settimana ha dichiarato che la consultazione violerebbe gli obblighi internazionali assunti dall'Italia con diversi trattati.

Il referendum doveva tenersi nel 2022 dopo che una petizione presentata lo scorso settembre aveva raccolto 630.000 firme in pochi giorni. I precedenti tentativi da parte delle autorità di respingere l'iniziativa per motivi tecnici erano falliti, ma la recente decisione della corte la mette ora seriamente a rischio.

Una scappatoia per legalizzare le droghe pesanti?

Il collegio dei giudici della Corte Costituzionale ha sottolineato la necessità di rispettare i numerosi accordi internazionali sul traffico di droga sottoscritti dall’Italia. E secondo Giuliano Amato, presidente della Corte, il linguaggio della petizione è abbastanza ampio da includere il papavero da oppio e altre droghe pesanti.

Il gruppo di attivisti dietro l'iniziativa, ReferendumCannabis, sostiene però che il suo obiettivo principale è facilitare ai pazienti medici la coltivazione della propria medicina. L’uso terapeutico della sostanza è legale in Italia dal 2006, ma il sistema fatica a decollare a causa della burocrazia, della riluttanza dei medici a prescrivere cannabis e delle continue carenze.

Un altro obiettivo del referendum proposto è sottrarre i ricavi dalle mani della criminalità organizzata. Si stima che circa 6 milioni di italiani acquistino cannabis da criminali ogni anno.


Italia: la Corte blocca il referendum per legalizzare la coltivazione di cannabis. Manifestanti con cartelli a favore della protezione della democrazia

I manifestanti affermano che indire il referendum è una questione di tutela della democrazia.

Minare i diritti invece che proteggerli

I sostenitori sono stati indignati dalla decisione della corte perché ha violato il diritto costituzionale di centinaia di migliaia di elettori che avevano appoggiato l’iniziativa. Hanno inoltre evidenziato che l’attuale politica ha avuto decenni per porre fine al traffico illegale senza riuscirci. Gli attivisti hanno dichiarato di aver bisogno di qualche giorno per riorganizzarsi e decidere il nuovo piano d’azione.

Di recente due stati europei hanno approvato leggi simili a quelle proposte in Italia. Lussemburgo ora consente la coltivazione domestica fino a 4 piante di cannabis, e Malta è andata oltre permettendo anche la distribuzione senza scopo di lucro tramite social club. Il nuovo governo di coalizione tedesco ha promesso la piena legalizzazione e commercializzazione della sostanza entro i prossimi quattro anni.

 



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