Cosa Sono i Chemotipi e i Chemovar della Cannabis?

27 August 2021
Scopri tutto su chemotipi e chemovar della cannabis!
27 August 2021
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Cosa Sono i Chemotipi e i Chemovar della Cannabis?

Contenuti:
Per saperne di più
  • 1. Le origini dei chemovar nella ricerca
  • 2. Varietà, chemotipi e chemovar
  • 2. a. Varietà
  • 2. b. Chemotipi
  • 2. c. Chemovar
  • 3. Quali sono i diversi chemotipi della cannabis?
  • 3. a. Tipo 1: prevalenza di thc
  • 3. b. Tipo 2: rapporto thc/cbd equilibrato
  • 3. c. Tipo 3: prevalenza di cbd
  • 3. d. Tipo 4: prevalenza di cbg
  • 3. e. Tipo 5: privo di cannabinoidi
  • 4. I chemovar della cannabis: la prossima rivoluzione?
  • 5. In conclusione

Prima della "modernizzazione" dei semi di cannabis, i consumatori erano soliti associare l’effetto di una varietà di cannabis alla specie (Indica o Sativa). Più recentemente sono comparsi gli ibridi di cannabis, che hanno introdotto varietà con effetti misti come gli Hybrid; inoltre, con il progredire della ricerca, sono emerse sempre più categorie, arrivando ai chemotipi e ai chemovar. Anche se non sembrano particolarmente importanti, chemotipi e chemovar ci permettono di distinguere una determinata varietà o pianta di cannabis in base ai composti chimici che produce, rendendo più semplice capire l’effetto che potrà offrire. Oltre al tipo di effetto, i chemotipi danno ai consumatori il profilo chimico completo di una specifica pianta, consentendo di avere una migliore idea di cosa aspettarsi quando si consuma una determinata varietà e se potrà aiutare a trattare determinati sintomi a cui si è interessati, soprattutto se si consuma cannabis a scopo medico. Allo stesso tempo, i chemotipi aiuteranno anche i ricercatori a capire come i cannabinoidi, i terpeni e tutti i composti chimici della cannabis influenzano il nostro organismo, facilitando così lo sviluppo dell’industria della cannabis. Andiamo quindi a scoprire insieme chemotipi e chemovar.

 

In definitiva, queste nuove classificazioni saranno utili sia per la ricerca scientifica che per i consumatori. Nonostante l’ampio uso dei termini "Sativa" e "Indica" nella cultura popolare della cannabis, questi vengono utilizzati raramente nel modo corretto. Dal punto di vista botanico, questi nomi indicano due sottospecie ben distinte della cannabis, sviluppatesi in diverse aree del mondo. Questo ha comportato differenze a livello morfologico, ovvero nel loro aspetto esteriore. Tuttavia, nella cultura mainstream della cannabis, questi termini sono stati collegati a specifici effetti prodotti da certe varietà. Questo ha dato origine all’erronea convinzione che le varietà Indica producano sempre effetti corporei e rilassanti, mentre le Sativa abbiano sempre effetti energizzanti e stimolanti. In realtà, questi nomi descrivono solo la morfologia della pianta, non i composti chimici responsabili degli effetti. Alcune varietà dall’aspetto indica possono infatti produrre effetti energizzanti, e varietà di Sativa più alte e sottili possono offrire effetti rilassanti. THC è la molecola principale responsabile dell’esperienza psicoattiva, ma sono i terpeni, molecole aromatiche, a determinare le differenze di effetto tra le varie varietà. I nuovi sistemi di classificazione offrono agli utenti e ai ricercatori molte più informazioni su una cultivar, invece che solo dettagli sulla morfologia e supposizioni sul suo contenuto chimico unico.

1. Le Origini dei Chemovar nella Ricerca

La prima volta che si è parlato di "Chemovar" è stato nello studio Cannabis: From cultivar to Chemovar di Arno Hazekamp, dove si afferma che, per classificare correttamente le cultivar di cannabis, è necessario identificare e quantificare i composti chimici presenti in ogni tipo di cannabis. Lo studio ha analizzato oltre 30 campioni, individuando circa 28 diversi cannabinoidi e terpeni in 0,5mg di fiori di cannabis. Più tardi, un altro studio pubblicato dallo stesso ricercatore ha analizzato 460 campioni, identificando oltre 44 diversi cannabinoidi e terpeni.

Uno studio condotto in Italia ha individuato 135 diversi cannabinoidi e terpeni in 50 campioni di fiori di cannabis. Grazie a questi dati, i ricercatori sono riusciti a definire gruppi per i 4 principali chemotipi, individuando così 9 diversi tipi di cannabis, in base al profilo dei cannabinoidi. Tuttavia, i ricercatori affermano che i chemovar siano preferibili ai chemotipi quando si vuole prevedere l’effetto di una specifica cultivar, anche se sono necessari ulteriori studi per ottenere informazioni più precise. Questo approccio può aiutare i consumatori a identificare i chemovar più popolari e raggrupparli in base agli effetti, rendendo molto più semplice trovare l’opzione migliore per trattare una determinata condizione e facilitando anche la prescrizione della cannabis da parte degli operatori sanitari.

Come Possono i Consumatori Beneficiare dei Diversi Chemovar?

Come accennato, l’approccio basato sui chemovar è molto più efficace rispetto al metodo per tentativi e può essere di grande supporto, soprattutto per i pazienti che sanno già cosa cercano. I chemovar raggruppano la cannabis in base al contenuto di cannabinoidi e terpeni. Quindi, ad esempio, se hai bisogno di trattare mal di testa o emicrania, l’approccio dei chemovar ti permette di individuare la varietà o il prodotto adatto poiché conosci già il tipo di chemovar più efficace, in questo caso il tipo 1. Ricorda quindi che, se vuoi adottare l’approccio dei chemovar, è bene controllare l’etichetta del prodotto a base di cannabis e verificare i cannabinoidi e terpeni dominanti. Una volta ottenute tali informazioni, consulta la nostra tabella più avanti nell’articolo: troverai tutto ciò che serve per scegliere consapevolmente quando acquisti al dispensario.

2. Varietà, Chemotipi e Chemovar

Contrariamente a quanto credono molti consumatori, i nomi delle varietà non permettono di comprendere con precisione l’effetto che si proverà; possono dare un’idea, ma, date le molte variazioni interne a una varietà, non sono precisi. Per fortuna, la ricerca scientifica ha scoperto un nuovo modo di categorizzare la cannabis (oltre alle varietà): parliamo infatti di chemotipi e chemovar.

 

Cannabis chemtypes and chemovars: what are chemotypes?

Esempi di chemotipi di cannabis di tipo 1 e 3.
 

Questi termini si riferiscono ai composti chimici contenuti in una pianta di cannabis, come il contenuto di cannabinoidi ed il profilo dei terpeni, fattori determinanti il tipo di effetto che si sperimenterà.

Varietà

Per varietà (strain) si intende una tipologia di cannabis che condivide una certa somiglianza genetica, ma questa classificazione non è molto precisa. Ad esempio, si può acquistare OG Kush in un dispensario e trovarla completamente diversa dalla OG Kush di un altro dispensario; talvolta anche i fiori della stessa varietà nello stesso negozio possono differire per aroma ed effetto, poiché appartengono a lotti diversi. Questo accade a causa delle variazioni fenotipiche che una pianta della stessa varietà può presentare.

Chemotipi

I chemotipi sono un modo per classificare le piante di cannabis in base al contenuto di cannabinoidi. Ciò significa che i chemotipi suddividono le piante in base al cannabinoide maggiormente presente (come THC o CBD). I chemotipi categorizzano le varietà in base al rapporto di cannabinoidi e distinguono le piante in Tipo 1 per quelle ricche in THC, Tipo 2 per le piante con rapporto 50/50 THC e CBD, e Tipo 3 per quelle a prevalenza di CBD.

Chemovar

Come i chemotipi, anche i chemovar classificano le piante di cannabis in base ai composti chimici, ma prendono in considerazione almeno due cannabinoidi principali e i due, tre o quattro terpeni più presenti nelle piante di cannabis. Un modo semplice per capire questi termini è il paragone con il formaggio, per esempio: se mangi spesso formaggio vuol dire che ti piace, ma non significa che ti piaccia ogni tipo di formaggio. Probabilmente preferisci un formaggio prodotto in una certa zona o con aroma/gusto caratteristico, come il “cheddar” o il “gorgonzola”.

Nel caso della cannabis, il paragone calza bene, ma non essendoci ancora etichette standard che categorizzino le piante in base alle loro caratteristiche, i ricercatori stanno studiando nuovi modi per farlo e hanno scoperto che, analizzando i composti chimici di una pianta, si possono prevedere i suoi effetti.

 

Cannabis chemtypes and chemovars: what are chemovars?

Cosa viene preso in considerazione nella classificazione dei diversi chemovar.
 

Ovviamente, anche il nome della varietà è un modo per identificare una cannabis, ma non è preciso perché le variazioni possono essere molte. Comprare un fiore in dispensario non garantisce lo stesso effetto, aroma o sapore la volta successiva, perché ciò che determina queste caratteristiche è il contenuto di cannabinoidi e terpeni, non il nome della varietà.

Quindi, conoscendo i composti chimici e la loro concentrazione, si può trovare una varietà diversa che offre gli stessi effetti della OG Kush, facilitando la scelta del cultivar più adatto alle proprie esigenze.

2. Quali Sono i Diversi Chemotipi della Cannabis?

Chemotipi e chemovar sono stati introdotti già nel 1970, quando un gruppo di botanici individuò sostanzialmente tre tipi di piante di cannabis:

  • Piante a predominanza THC;
  • Piante a predominanza CBD;
  • Piante bilanciate.

In base a questi rapporti tra cannabinoidi, gli scienziati suggerirono tre principali tipi di chemotipi secondo il rapporto THC/CBD:

Tipo 1: Prevalenza di THC 

I chemotipi di tipo 1 contengono solitamente >0,3% di THC e <0,5% di CBD e sono molto apprezzati dai consumatori ricreativi per l’elevato contenuto di THC. Il tipo 1 è quello che si trova più spesso nei dispensari legali.

 

Cannabis chemtypes and chemovars: chemotypes 1, 2 and 3

Esempi di chemotipi di cannabis di tipo 1, 2 e 3.

Tipo 2: Rapporto THC/CBD equilibrato

I chemotipi di tipo 2 non sono diffusi quanto quelli di tipo 1, ma stanno diventando sempre più popolari. Questo tipo di cannabis offre un rapporto 1:1 tra THC e CBD e viene usato da chi cerca proprietà medicinali senza rinunciare agli effetti psicoattivi della cannabis.

Tipo 3: Prevalenza di CBD

Analogo al tipo 2, il tipo 3 non è molto comune ma è in crescita grazie alle ricerche che ne stanno evidenziando i benefici del CBD. Il tipo 3 è scelto soprattutto da chi ha una bassa tolleranza al THC o da coloro che consumano cannabis solo per fini terapeutici.

Oltre ai tre chemotipi principali, recentemente sono stati individuati altri due chemotipi:

Tipo 4: Prevalenza di CBG

Le varietà a predominanza CBG sono rare perché i breeder si concentrano su ciò che la maggior parte dei consumatori desidera. Sebbene sia difficile da trovare, ci sono breeder che stanno lavorando sulle varietà di tipo 4, ma ancora non abbiamo molte informazioni su questo chemotipo per via degli scarsi dati disponibili.

Tipo 5: Privo di cannabinoidi

Rilevato per la prima volta nel 2005, i ricercatori hanno scoperto piante di cannabis prive di cannabinoidi. Il tipo 5 non è richiesto dai consumatori, ma può essere perfetto per usi industriali perché non contiene cannabinoidi ed è privo di problemi legali e regolamentari.

 

Cannabis chemtypes and chemovars: chemotypes 4 and 5

Esempi di chemotipi di cannabis di tipo 4 e 5.
 

Dividere la cannabis nei chemotipi sopra descritti è un buon metodo per organizzare le informazioni, ma non è perfetto. A seconda del contenuto di cannabinoidi, si possono avere grandi differenze nella cannabis all’interno dello stesso chemotipo. Ad esempio, una cultivar con 4% di THC e 1% di CBD e una con 10% di THC e 2% di CBD sono entrambe di tipo 1, ma il contenuto di THC è molto diverso e quindi anche l’effetto può essere più o meno potente. Inoltre, questa classificazione non prende in considerazione il profilo dei terpeni, ed è qui che entrano in gioco i chemovar.

4. I Chemovar della Cannabis: La Prossima Rivoluzione?

A differenza dei chemotipi, i chemovar sono determinati dal rapporto tra cannabinoidi e terpeni. Categorizzare la cannabis in base ai chemovar richiede un’analisi chimica completa per identificare con precisione quali cannabinoidi e terpeni una pianta contiene e per suddividerla secondo gli effetti potenziali. Purtroppo, questo avviene in pochi paesi a causa della proibizione, dell’elevato costo e della mancanza di uno standard, quindi gli scienziati non dispongono ancora di dati sufficienti per una categorizzazione ufficiale dei chemovar, ma la maggior parte delle piante di cannabis presenta un profilo terpenico composto principalmente dai seguenti terpeni:

I Terpeni Più Comuni della Cannabis

Terpene Effetto Terpene Effetto
Mircene Sedativo, Rilassante muscolare Bisabololo Antiossidante, Antinfiammatorio
Cariofillene Antidolorifico, Antinfiammatorio Pinene Migliora la memoria, Broncodilatatore
Linalolo Ansiolitico, Sedativo Terpinolene Antifungino, Antibatterico

 

Gli scienziati ritengono che i chemovar siano fondamentali per consentire ai professionisti della salute di consigliare meglio la cannabis ai pazienti e, nello stesso tempo, permettano ai consumatori ricreativi di ottenere il massimo dall’esperienza. Questo perché l’approccio dei chemovar è più preciso e prende in esame più elementi rispetto ai chemotipi, consentendo una migliore comprensione degli effetti di una determinata pianta. Dato che si tratta di una scoperta relativamente recente nel settore cannabis, non esiste ancora una categorizzazione ufficiale, ma utilizzare i terpeni come guida è considerato molto più efficace che affidarsi al caso, come avviene per la maggior parte dei consumatori al momento.

 

Cannabis chemtypes and chemovars: the chemovar approach

L'approccio dei chemovar.
 

L’approccio dei chemovar richiede test chimici per analizzare i composti e le loro concentrazioni, il che rende complicato studiarli e implementarli nella maggior parte dei paesi dove la cannabis è illegale. Tuttavia, gli esperti sostengono che la categorizzazione tramite chemovar sia cruciale perché consente ai consumatori di trovare il prodotto ideale per loro. Infatti, a differenza dei chemotipi, i chemovar tengono conto dei principali cannabinoidi e terpeni, fornendo così più informazioni e maggiori probabilità di vivere un’esperienza migliore rispetto a una scelta basata solo sul nome della varietà o sulla percentuale di THC e CBD.

5. In Conclusione

Chemovar e chemotipi non sono perfetti, poiché non danno una risposta certa e definitiva: non conosciamo ancora tutti i composti chimici della cannabis. Tuttavia, grazie alla legalizzazione, i ricercatori hanno identificato nuovi terpeni e cannabinoidi che andrebbero considerati nella scelta dei prodotti, ma il percorso è ancora lungo.

Con la crescita del mercato, i consumatori stanno imparando sempre di più sulla cannabis e i due concetti trattati in questo articolo rappresentano un nuovo modo di comprenderne i benefici, fornendo a consumatori ricreativi e medici un metodo più semplice per trovare ciò che desiderano, stimolando una collaborazione positiva tra utenti e comunità scientifica.

Se vuoi condividere la tua esperienza o conoscenze su chemotipi e chemovar, sentiti libero di lasciare un commento qui sotto e di confrontarti con altri coltivatori!



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