La Migliore Temperatura per Coltivare Cannabis

10 July 2024
Scopri come trovare il giusto equilibrio nella temperatura della grow room per ottenere il massimo raccolto e la migliore qualità delle cime.
10 July 2024
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La Migliore Temperatura per Coltivare Cannabis

Contenuti:
Per saperne di più
  • 1. Considerazioni teoriche
  • 1. a. Le temperature nella zona radicali
  • 2. Requisiti di temperatura nelle diverse fasi
  • 2. a. Fase di germinazione e prime foglie
  • 2. b. Fase vegetativa
  • 2. c. Fase di fioritura iniziale e intermedia
  • 2. d. Ultime settimane di fioritura
  • 2. e. Essiccazione e concia
  • 3. Quali sono i rischi di temperature sbagliate?
  • 3. a. Se fa troppo freddo
  • 3. b. Se fa troppo caldo
  • 4. Come controllare la temperatura in una grow room per cannabis?
  • 4. a. Come puoi controllare la temperatura in outdoor?
  • 5. Considerazioni finali

C’è un vecchio adagio che dice che la cannabis ama le stesse temperature degli esseri umani. Anche noi ci sentiamo più a nostro agio a circa 25°C (77°F), e quando la temperatura del termometro si discosta troppo da questi valori, percepiamo disagio. E sì, il “noi” di questa frase si riferisce sia a noi umani sia alla nostra pianta preferita. Questo basta e avanza per permettere anche ai principianti di coltivare un’ottima cannabis. Tuttavia, se cerchi la perfezione o vuoi massimizzare ogni grammo in più, ci sono molti dettagli da considerare. Continua a leggere per scoprire tutto sulle temperature ideali per coltivare marijuana.

Considerazioni Teoriche

In agricoltura, esiste il termine temperatura base (Tb). È la temperatura minima sotto la quale ogni sviluppo vegetale si arresta. Per la cannabis, la Tb è piuttosto alta – circa 10-12°C (50-53,5°F), il che la rende una coltura sensibile al freddo. Questo non significa che la tua cannabis soffrirà molto o morirà subito a temperature più basse. Le piante mature possono resistere anche a occasionali gelate, ma se vuoi che il tuo raccolto cresca e fiorisca al meglio, assicurati che la temperatura sia decisamente superiore.


Un altro termine interessante è la Temperatura Media Giornaliera (ADT). Si calcola facendo la media delle temperature orarie e ovviamente dipende dal ciclo di illuminazione. Per esempio, se mantieni la tua pianta in fioritura a 12/12, con una temperatura diurna di 25°C (77°F) e una notturna di 15°C (59°F), dal punto di vista dell’ADT è lo stesso che tenere la temperatura sempre a 20°C (68°F) giorno e notte.


Questo implica, per esempio, che se surriscaldi le piante durante il giorno, puoi compensare con temperature più fresche di notte. Per piante in fase vegetativa o autofiorenti, puoi correggere condizioni termiche non ottimali accorciando o allungando i cicli di luce. Ad esempio, se fa troppo caldo, usa il ciclo 16/8 invece del classico 18/6. Al contrario, se fa troppo freddo, opta per il 20/4 o addirittura il 24/0. Purtroppo, non puoi fare lo stesso con le piante fotoperiodiche in fioritura: durante questa fase hai solo un po’ di margine tra 11/13.

Le Temperature nella Zona Radicali

Pensando alle piante, si tende a considerare solo la parte aerea, ma la struttura radicale può essere altrettanto ampia e sicuramente fondamentale. (I lombrichi e le talpe hanno un punto di vista molto diverso, a proposito.) In termini di equilibrio termico, la zona delle radici gioca un ruolo ancora più importante di steli, foglie e cime.


Studi hanno dimostrato che la parte visibile della pianta resiste a forti sbalzi di caldo e freddo, purché la parte sotterranea sia ben protetta e confortevole. Di nuovo, è come noi: d’inverno puoi uscire senza cappello, ma non senza scarpe, perché i piedi (le radici) sono essenziali per mantenere il giusto equilibrio termico, più della testa (foglie e fiori). Questo principio viene usato nelle grandi serre commerciali, dove si risparmia molto sulle spese di riscaldamento o raffreddamento facendo passare tubi di acqua calda o fredda attraverso il substrato, senza preoccuparsi troppo della temperatura dell’aria.

 

La Migliore Temperatura per Coltivare Cannabis: Due piante affiancate, una surriscaldata sopra e sotto e in cattive condizioni, l'altra sana perché il terreno è più fresco

Temperature più fresche nel substrato aiutano a contrastare il calore superficiale.
 

Questo ti permette di agire in modo creativo, trovando tante soluzioni economiche ma efficaci per regolare la temperatura nella zona delle radici: dal tappetino riscaldante ai materiali isolanti, fino a riscaldare o raffreddare la soluzione nutritiva prima di irrigare. È sicuramente più semplice che estrarre tutto il calore prodotto dalle lampade durante l’estate o, viceversa, mantenere la stanza calda d’inverno garantendo allo stesso tempo il ricambio d’aria.

Requisiti di Temperatura nelle Diverse Fasi

Le temperature ideali variano a seconda delle fasi di crescita. Vediamole nel dettaglio.

Fase di Germinazione e Prime Foglie

Le giovani piantine, i cloni e le piccole piante nelle prime settimane di vita preferiscono temperature più calde – 25-28°C (77-82°F). È molto importante anche l’umidità relativa (RH) che dovrebbe essere alta (intorno al 70-80%), per evitare un’evaporazione eccessiva quando il sistema radicale è ancora piccolo o poco sviluppato.


In realtà, la cosa più importante da controllare è il bilanciamento tra temperatura e umidità. Se pensi che la temperatura sia fuori norma, forse non lo è, considerando l’umidità attuale! O se invece lo è, probabilmente dovresti intervenire sull’umidità invece che sulla temperatura. I coltivatori esperti usano il valore VPD (Deficit di Pressione del Vapore) per trovare il giusto equilibrio. Il VPD indica la differenza tra quanto vapore acqueo l’aria contiene e quanto ne potrebbe contenere al punto di saturazione – cioè quando inizia a formarsi la rugiada.


Puoi saperne di più sul deficit di pressione del vapore via questo link, o usare il calcolatore qui sotto. Tieni presente che il calcolatore mostra il bilancio ideale temperatura/umidità per lo sviluppo della pianta, ma non prende in considerazione problematiche come muffe, marciume delle cime o oidio. Questi tre problemi non riguardano i primi stadi, ma possono comparire nelle fasi di fioritura, se la tua grow room è troppo umida.

 

°F
%
VPD: -

 

Durante questa fase le temperature notturne possono essere di 5 gradi inferiori rispetto al giorno. Alcuni coltivatori tengono le luci accese 24 ore su 24, e va bene anche per le piantine.

Fase Vegetativa

Quando la pianta cresce e inizia la fase vegetativa attiva (di solito dopo 2 settimane dal seme), diventa meno esigente sulla temperatura ma preferisce ancora il caldo. La temperatura ideale diurna è 24-26°C (75-79°F), ma non preoccuparti se vai avanti o indietro di qualche grado. A luci spente, le temperature possono scendere di 5-10 gradi rispetto al giorno.

Fase di Fioritura Iniziale e Intermedia

Non appena comincia la formazione delle cime, le esigenze termiche cambiano e la pianta preferisce temperature più fresche – circa 22-25°C (72-77°F). Questo rispecchia ciò che avviene in natura: la fase di fioritura ha inizio a fine estate, quando il clima è più fresco. Abbassare la temperatura nella grow room invia un ulteriore segnale alla pianta di accelerare la fioritura.


In più, le temperature basse aiutano a conservare il profumo delle cime (riducendo l’evaporazione dei terpeni) e la loro potenza sotto forma di THC e altri cannabinoidi. Anche qui, la differenza notturna può essere di 5-10 gradi.

 

Fase di crescita Temperatura Giorno Escursione Notte VPD
Germinazione 25-28°C (77-82°F) 5 gradi 0.6-0.7
Vegetativa 24-26°C (75-79°F) 5-10 gradi 0.8-1.0
Fioritura Iniziale 22-25°C (72-77°F) 5-10 gradi 1.0-1.5
Fioritura Finale 21-23°C (70-73°F) 5-10 gradi 1.1-1.5
Essiccazione/Concia 15-21°C (60-70°F) NA 0.8-0.9

Valori ideali di temperatura e VPD per ogni fase.

Ultime Settimane di Fioritura

Quando le piante si avvicinano al raccolto, è consigliabile abbassare ulteriormente la temperatura diurna – fino a 21-23°C (70-73°F) – per le stesse ragioni viste sopra. Oltre a conservare terpeni e cannabinoidi, un ambiente fresco aiuta a prevenire il foxtailing e rende le cime più compatte e dense.

Temperature più basse, in particolare di notte, contribuiscono anche a far emergere gli antociani – pigmenti naturali responsabili dei colori viola e di altre sfumature interessanti. In questo caso, assicurati che la temperatura notturna si abbassi di massimo 10 gradi, ma non scenda sotto i 10-12°C (50-53,5°F). Fai attenzione a muffe, marciume delle cime e oidio: con cali di temperatura troppo bruschi e formazione di condensa, il rischio di queste infezioni fungine aumenta molto.

 

La Migliore Temperatura per Coltivare Cannabis: Tre piante outdoor, una delle quali viola

Nottate fresche più la magia genetica Fast Buds e otterrai una bellissima Purple Lemonade Auto viola. ©NorthernChemist

Essiccazione e Concia

In generale, più lentamente essicchi e condisci le tue cime, migliore sarà la qualità finale. Per un’asciugatura lenta, servono temperature più basse, ma senza esagerare: un’ambiente troppo freddo nella stanza di essiccazione aumenta il rischio di muffe. Il range ideale è tra 15-21°C (60-70°F). Il VPD ottimale è attorno a 0,8 (vedi il calcolatore sopra).

Quali Sono i Rischi di Temperature Sbagliate?

Mantenere la temperatura ideale nella grow room non è sempre facile, quindi è importante conoscere i rischi degli sbalzi e i segnali che indicano un problema.

Se Fa Troppo Freddo

Abbiamo già visto che sotto i 10-12°C (50-53,5°F) lo sviluppo della cannabis si blocca. Un ambiente freddo può anche ritardare l’inizio della fioritura, persino nelle autofiorenti. Ma non serve arrivare fino alla temperatura base per notare la crescita rallentata: basta scendere sotto i 20°C (68°F) per accorgersene.

Le gelate sono letali per piantine e giovani piante, ma le piante mature nelle ultime settimane possono essere esposte brevemente a gelate notturne o mattutine (soprattutto se si tratta solo di gelo al suolo) e riprendersi durante il giorno, a temperature sopra lo zero. Tuttavia, con gelate prolungate, cime e foglie iniziano a morire e diventano mollicce una volta scongelate.

 

La Migliore Temperatura per Coltivare Cannabis: Una dozzina di piante in airpot, pacciamate con paglia e spostate in una baracca per il freddo

A volte, portare le piante all’interno durante un’ondata di freddo è l’unica soluzione. ©Humble_Lion

Se Fa Troppo Caldo

Il caldo è un problema più frequente nella grow room. Colpa delle lampade, che producono molto calore. La situazione peggiora con luci HPS. Fortunatamente, sempre più grower stanno passando ai LED, decisamente più freschi.


Quando la temperatura supera i 30°C (86°F), le piante iniziano a stressarsi e la crescita ralenta. I sintomi dello stress da calore sono: arricciamento dei bordi fogliari e foxtailing delle cime. Il foxtailing si manifesta con giovani getti sottili che crescono in alto sui fiori già formati.

 

La Migliore Temperatura per Coltivare Cannabis: Fiori di un'autofiorente gravemente colpita da foxtailing

Fioritura a foxtailing – non proprio uno spettacolo piacevole. ©scotch_egg
 

Il foxtailing è un caso estremo. Più spesso, temperature troppo alte in fioritura producono cime ariose e poco compatte, poco attraenti. Inoltre, il calore intenso provoca la rapida evaporazione dei terpeni, rendendo il prodotto finale poco aromatico, e probabilmente influisce anche sulla produzione di THC: le cime coltivate con troppo caldo risultano meno potenti. Col caldo estremo, le foglie possono anche ingiallire precocemente. Se la pianta è ipernutrita e le punte delle foglie bruciano, il surriscaldamento peggiora questi sintomi.


Da non dimenticare i parassiti: ambiente caldo e umido è l’habitat ideale per la loro proliferazione. E le piante sotto stress – da caldo, freddo o altro – sono più vulnerabili a parassiti e infezioni.

Come Controllare la Temperatura in una Grow Room per Cannabis?

Dal più ovvio al più creativo, ecco tutte le soluzioni possibili.

  • Estrattori. Oltre a portare nuova CO2 per la fotosintesi, estraggono il calore prodotto dalle lampade. Di solito sono collegati allo stesso timer delle luci. Oltre a scegliere un modello potente a sufficienza per la tua stanza, ti consigliamo uno a velocità regolabile, meglio ancora con sensori di temperatura e umidità.
  • Condizionatori d’aria. Non sono la scelta più comune per i principianti, ma permettono di gestire facilmente la temperatura. Ricorda però che dovrai anche installare una fonte di CO2, perché senza ricircolo d’aria fresca dall’esterno la pianta finirebbe per esaurire l’anidride carbonica disponibile.
  • Riscaldatori. Spesso utili se la grow box è posizionata in garage o luoghi freddi, soprattutto in inverno. Attenzione: i riscaldatori tendono a rendere l’aria troppo secca. I radiatori sono preferibili ai convettori.
  • Ventilatori oscillanti. Un maggior movimento d’aria interna ha molti vantaggi: porta CO2 su foglie e cime, previene ristagni d’aria (causa principale di muffa), rinforza i rami tramite il movimento, e migliora la penetrazione della luce, poiché i siti inferiori delle cime non sono sempre in ombra totale. Uno dei maggiori vantaggi è la regolazione della temperatura: un po’ di vento fa percepire meno caldo e distribuisce omogeneamente il calore, eliminando possibili “sacche” calde sotto la chioma.

 

La Migliore Temperatura per Coltivare Cannabis: Una piccola pianta indoor stressata dal calore, con foglie ingiallite e arricciate

Stress da calore al peggio. ©MMSC16
 

  • Incremento dei livelli di CO2. In casa i livelli di CO2 vanno da 400 a 1000 ppm, sufficienti per coltivare a temperature normali. Se però la temperatura sale verso i 30°C (86°F) o oltre, puoi compensare aumentandola fino a 1500 ppm. Alcuni arrivano ancora più in alto, ma ricorda che lavorare in un ambiente così ricco di CO2 può essere pericoloso per la salute.
  • Regolazione del Fotoperiodo. L’abbiamo già detto: se fa freddo aggiungi ore di luce, ad esempio 20/4 invece di 18/6. Se fa caldo, passa a 16/8. Facile con autofiorenti e piante in vegetativa, meno con le fotoperiodiche in fioritura (qui il 12/12 resta obbligatorio). Alcuni sperimentano cicli esotici come 6/2: sei ore di luce e due di buio, tre volte al giorno (cioè 18/6).
  • Riscaldamento/Raffreddamento del Substrato. Poiché la temperatura della zona radicale è più importante di quella sopra il terreno, vale la pena assicurarsi che le radici non siano mai né troppo fredde né troppo calde. Ciò significa ombreggiare i contenitori dal sole (o dalla luce grow), pacciamare in outdoor, usare tappetini riscaldanti o posizionare i radiatori a livello vaso, riscaldare o raffreddare l’acqua dell’irrigazione. In idroponica (DWC), la soluzione nutritiva va mantenuta a 18-20°C (65-68°F).

Come Puoi Controllare la Temperatura in Outdoor?

Coltivando cannabis all’aperto hai molto meno controllo sull’ambiente, ma ci sono comunque delle strategie. Se temi il caldo eccessivo, pianta in un luogo ombreggiato nelle ore più calde (primo pomeriggio), oppure usa teli ombreggianti. Pacciama a fondo il terreno. Se usi vasi, non lasciare le pareti esposte al sole diretto, se non vuoi che le radici cuociano letteralmente.

 

La Migliore Temperatura per Coltivare Cannabis: Mano del coltivatore che tocca la cima matura di una pianta in una radura

Piantare la cannabis in una radura la protegge dal vento e offre molta luce. ©Mosi420
 

Se il problema è il freddo, scegli una varietà che finisca prima dell’arrivo delle basse temperature autunnali. A volte, un’autofiorente piantata nei due mesi estivi più caldi è l’unica opzione. Cerca una posizione esposta a sud o protetta da un muro rivolto a nord. Circonda lo spazio con arbusti alti e fitti, ma non troppo vicini per non fare ombra alla cannabis: così proteggerai dal vento freddo. Coltiva in vaso, non in aiuole rialzate: potrai spostare le piante in casa la notte o durante un’ondata di freddo.

Considerazioni Finali

La temperatura può essere il fattore chiave che determina il successo o il fallimento della coltivazione di cannabis. Probabilmente, è persino più importante della quantità di luce ricevuta. È vitale monitorare costantemente i livelli termici della grow room: ci auguriamo che l’articolo ti abbia dato gli strumenti giusti per riuscirci. Buona coltivazione!

 



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