Come coltivare cannabis autofiorente in fibra di cocco?
- 1. Cos’è esattamente la fibra di cocco?
- 2. In cosa la fibra di cocco è migliore del terriccio?
- 2. a. Nessun limite
- 2. b. Ph bilanciato
- 2. c. Versatile
- 2. d. Ecologica e sostenibile
- 2. e. Resa
- 3. Come coltivare cannabis autofiorente in fibra di cocco?
- 3. a. Scomponi la torba
- 3. b. Lascia assorbire l’acqua
- 3. c. Lascia asciugare la fibra di cocco
- 3. d. Prepara il mix per l’invaso
- 3. e. Usa contenitori porosi per invasare le piante
- 3. f. Fornisci i nutrienti senza saltare
- 3. g. Raccogli le cime quando vuoi
- 4. Quando, come e perché fare il flush delle autofiorenti in fibra di cocco
- 5. Cosa fare dopo il raccolto
- 6. In conclusione
Se ti sei mai chiesto come coltivare cannabis autofiorente in fibra di cocco, sei nel posto giusto! La fibra di cocco – considerata il miglior substrato per coltivare piante, in particolare cannabis – non è una novità. Per secoli gli agricoltori hanno usato la terra per coltivare svariati raccolti, ma la tecnica di coltivare senza terreno è decisamente moderna. Di recente, l’uso della fibra di cocco è cresciuto molto, così come la richiesta di produrne di più.
Tutte le piante di cannabis crescono perfettamente bene in fibra di cocco, sia che tu usi fertilizzanti o coltivi in modo organico. Tuttavia, le varietà di cannabis autofiorente prosperano particolarmente se coltivate in coir, grazie all’aerazione che questo substrato garantisce. Le autofiorenti hanno un ciclo di vita breve per crescere e produrre cime di qualità, quindi devi fare tutto il possibile per fornire loro l’ambiente perfetto, ed è qui che entra in gioco la fibra di cocco. Per chi non sa nulla della fibra di cocco, cominciamo prima a capire come funziona…
1. Cos’è esattamente la fibra di cocco?
Conosciuta anche come torba di cocco, la fibra di cocco viene ottenuta dalla buccia delle noci di cocco. Le bucce vengono lavorate e pressate in blocchi che possono essere scomposti prima di piantare semi o piantine. Questi blocchi sono normalmente reperibili nella maggior parte dei vivai, ma puoi anche acquistare coir già sbriciolato.

Se acquisti blocchi, dovrai immergerli in acqua finché non la assorbono tutta e si gonfiano. I blocchi si scompongono in piccoli pezzi di fibra. È fibrosa e garantisce molta aerazione alle radici, a differenza del terriccio che a volte può essere compatto. Il modo migliore per ottenere piante sane è prendersi cura delle radici, e coltivare autofiorenti è davvero facile. In parole semplici, radici sane equivalgono a piante straordinarie. Quindi, visto che la fibra di cocco mantiene le radici felici, anche le piante cresceranno al meglio.
2. In cosa la fibra di cocco è migliore del terriccio?
Nessun limite
La prima cosa a cui si pensa quando si coltivano piante è il terriccio. È la scelta comune. Tuttavia, presenta alcune limitazioni. Ad esempio, se il terriccio è infetto può facilmente contaminare le radici. Invece, la torba o la fibra di cocco può essere riutilizzata senza problemi. Come già accennato, la torba di cocco è migliore se vuoi mantenere le radici in salute. Inoltre, le varietà autofiorenti di cannabis crescono più velocemente nella torba di cocco rispetto al terriccio. Questo perché il coltivatore fornisce tutti i nutrienti necessari, facilmente assorbibili dalla pianta. È come ottenere i benefici sia del terriccio che della idroponica allo stesso tempo. Se vuoi cime grandi e resinose in poco tempo, coltivare autofiorenti in torba di cocco sarà la decisione migliore che tu possa prendere.
pH bilanciato
Come il terriccio, anche la fibra di cocco è naturale e non contiene nulla se non bucce di cocco. Tuttavia, coltivare cannabis in terra può essere frustrante, soprattutto visto quante variabili bisogna controllare. Pensa per esempio al pH. Il pH gioca un ruolo fondamentale durante la coltivazione della cannabis, specialmente delle autofiorenti. Coltivando in terra, il pH può essere difficile da gestire, mentre con la fibra di cocco hai EC e pH pre-regolati e la coltivazione diventa semplicissima.
Versatile
La torba di cocco è estremamente versatile e offre numerosi vantaggi. Si può anche mescolare un po’ di terriccio o usare solo la fibra di cocco. Il modo migliore per coltivare autofiorenti è mescolare 70% di coir e 30% di perlite: una combinazione eccezionale per offrire un ambiente ottimale alle radici.
Ecologica e sostenibile
La fibra di cocco dura a lungo ed è ecologica. Non attira parassiti come fa il terriccio, dove la presenza di parassiti è molto comune.
Resa
Anche se non ci sono grandi differenze nella resa tra coltivazione in terriccio o in fibra di cocco, alcuni coltivatori affermano che la fibra di cocco produce una resa migliore e puoi scegliere tra le 5 autofiorenti più veloci per risultati sorprendenti.
3. Come coltivare cannabis autofiorente in fibra di cocco?
La fibra di cocco viene pressata in blocchi che si possono facilmente scomporre. Istruzioni passo passo per utilizzare la fibra di cocco per coltivare autofiorenti:
Scomponi la torba
Acquista un blocco di fibra di cocco. Il blocco è disponibile in varie dimensioni. A seconda dello spazio e del numero di piante autofiorenti che coltivi, puoi scegliere blocchi piccoli o grandi. Poiché sono di diverse dimensioni, la quantità totale di fibra di cocco a disposizione cambierà. Ad esempio, un blocco da 5kg può produrre tra 20 e 25 litri di fibra.
Controlla con il produttore quale quantità d’acqua utilizzare. Di solito si consiglia almeno 2-3 volte il volume del blocco di cocco, quindi puoi immergere un blocco da 5kg in almeno 10-15 litri d’acqua. Alcune aziende comprimono ulteriormente i blocchi, in quel caso potrai usare anche 30 litri d’acqua per rompere un blocco da 5kg.
Lascia assorbire l’acqua
A seconda delle dimensioni e della lavorazione del blocco di fibra di cocco, servono da 1 a 3 ore per scomporre completamente la fibra. I blocchi piccoli possono richiedere solo 30 minuti mentre quelli grandi devono stare in ammollo più a lungo. Attendi che tutta la fibra abbia assorbito l’acqua. Vedrai la fibra gonfiarsi davanti ai tuoi occhi! Per accelerare il processo, sminuzza i blocchi prima di metterli in ammollo così non dovrai aspettare tutto il giorno.
Lascia asciugare la fibra di cocco
Se sei come la maggior parte dei coltivatori appassionati di cannabis, sarai tentato di usare la fibra appena ha assorbito l’acqua. Ma non commettere questo errore. È importante – anzi fondamentale – aspettare che la fibra sia asciutta.

Poiché la fibra trattiene molto bene l’acqua, la fibra di cocco troppo bagnata ucciderà le piantine più velocemente di quanto tu possa fumare la tua cima preferita! Potrebbe volerci un altro giorno perché tutta la coir sia ben scomposta. La maggior parte delle persone utilizza un grande recipiente per far asciugare la fibra, ma ricorda di tenere il coperchio aperto affinché l’acqua evapori il più velocemente possibile.
Prepara il mix per l’invaso
Molti mescolano la fibra di cocco con un po’ di terriccio; tuttavia puoi realizzare un substrato senza usare la terra per evitare parassiti e malattie. Come già detto, una miscela al 70% di fibra di cocco e 30% di perlite funziona benissimo. Se vuoi aggiungere altri additivi, puoi optare per:
• 60% fibra di cocco
• 20% perlite
• 10% vermiculite
• 10% terriccio
Ricorda però che questo mix sarà più pesante rispetto a un semplice 70:30 fibra di cocco:perlite perché vermiculite e terra possono compattare il substrato.
Usa contenitori porosi per invasare le piante
Quando hai il substrato asciutto, riempi i contenitori fino a 3/4 della capacità, perché la fibra tenderà a compattarsi leggermente e potrai aggiungerne altra in seguito. Usa contenitori come smart pot o air pot che lavorano molto bene assieme alla fibra di cocco. Se usi un substrato poroso con contenitori che permettono alle radici di respirare, il risultato sarà ottimo.
Fornisci i nutrienti senza saltare
La fibra di cocco ha un difetto: non contiene nutrienti. Può però essere un vantaggio, perché puoi personalizzare la nutrizione secondo le tue esigenze. Dovrai infatti fornire fertilizzante fin dalla prima settimana, a differenza del terriccio che contiene già sostanze nutritive. Ammettiamolo, può essere fastidioso se non sei puntuale, ma se vuoi un substrato che renda felici le radici e allo stesso tempo cime enormi, non c’è nulla di meglio della fibra di cocco.
Raccogli le cime quando vuoi
Non c’è differenza nel periodo di raccolta tra coltivazione in terra oppure in altri substrati. Anche i principianti possono ottenere cime bellissime. Quando sarai soddisfatto della crescita, raccogli le cime come faresti con la terra.
Come vedi, coltivare autofiorenti in fibra di cocco è davvero semplice. Ora che conosci il procedimento, dovresti provarlo anche tu!
4. Quando, Come e Perché fare il Flush delle Autofiorenti in Fibra di Cocco
Effettuare il flush prima del raccolto è un argomento molto discusso: alcuni coltivatori lo considerano indispensabile, altri invece non lo ritengono necessario per produrre cannabis di qualità. Ma il flush è davvero necessario?
Cos’è il Flush?
Il flush consiste fondamentalmente nell’irrigare con grandi quantità d’acqua, ma può anche riferirsi a 1-2 settimane prima del raccolto durante le quali alla pianta viene data solo acqua pura.
Perché fare il Flush alla Cannabis?
Fare il flush al substrato elimina l’eccesso di nutrienti accumulati, e si può fare sia durante il ciclo di coltivazione sia prima del raccolto per ottenere fiori più lisci e gustosi.

Attenzione: fare il flush NON farà comparire magicamente i terpeni se la pianta non li produce, ma il flush eliminerà le sostanze chimiche che rendono le cime aspre, esaltando invece aromi e sapori dei fiori.
Flush in terra vs senza terra
Non ci sono praticamente differenze tra flush in terra e in fibra di cocco (o altri substrati inerti): il processo è lo stesso (irrigazione abbondante). Si dice che con fertilizzanti organici il flush sia opzionale, quindi non riguarda tanto come farlo quanto se il fertilizzante lo richieda o meno.
5. Cosa Fare Dopo il Raccolto
Complimenti, hai completato tutto il ciclo della coltivazione in fibra di cocco! Ma il lavoro non è finito, anzi. Ci sono ancora tre passaggi da seguire, e se pensavi che la tua pazienza fosse stata messa alla prova durante la crescita delle piante, dovrai ricrederti…
Come Fare il Manicuring della Tua Cannabis (Wet vs Dry)
La prima cosa da considerare dopo aver tagliato le piante è quale tecnica di manicuring adottare. Ne esistono due: wet (a fresco) o dry (a secco).
- Manicuring a fresco (wet trimming): rimuovi il maggior quantitativo possibile di materiale vegetale subito dopo il taglio. Questo metodo è utile se temi che le piante si asciughino troppo lentamente e possano sviluppare muffe. Staccando le cime dalla struttura vegetativa si permette un’asciugatura più rapida: ideale se hai difficoltà a controllare l’umidità nell’area di essiccazione.
- Manicuring a secco (dry trimming): lasci intera la pianta (o la riduci solo ai rami) appendendola ad asciugare. Questo metodo è preferito dalla maggior parte dei coltivatori perché consente un’asciugatura più lenta e rende più agevole la fase di pulizia.
Quelle vecchie forbici arrugginite e smussate che tutti abbiamo in cucina? Meglio lasciarle dove sono! Pulire cime resinose è un lavoro appiccicoso, quindi ti conviene procurarti da un growshop o su Amazon una forbice dedicata al trimming.
Consigli per un'Essiccazione Perfetta della Cannabis
Dopo aver raccolto e pulito correttamente la tua cannabis, è il momento di essiccarla prima della concia. L’essiccazione dura dai 7 ai 14 giorni e deve essere lenta per preservare i terpeni (le molecole responsabili di aroma e sapore). Il metodo migliore è appendere le cime a testa in giù in una stanza fresca, buia e ben aerata (un ventilatore può aiutare in questo, senza puntarlo direttamente sulle cime). Così l’umidità evapora in modo uniforme da ciascuna cima, evitando muffe e funghi dovuti all’accumulo di troppa umidità nel processo di essiccazione. Ricorda: vuoi ottenere un buon ricircolo d’aria ma non puntare il ventilatore direttamente sulle cime. Se aggiungi un ventilatore nella stanza, indirizzalo verso la parete.
Come Conciare la Cannabis Dopo l'Essiccazione
Una volta che le cime sono completamente asciutte (non deve esserci più umidità visibile), è ora di passare alla concia. Questa fase può durare da alcune settimane a diversi mesi, a seconda di quanto vuoi affinare le tue cime. La maggior parte dei coltivatori lascia in concia da 2 settimane fino a 3 mesi.
La concia preserva il contenuto terpenico migliorando sapore e aroma e rende le cime molto più gradevoli da fumare o vaporizzare rispetto a quelle non conciate. Conciare aiuta anche a conservare i cannabinoidi, rendendo le cime più potenti e gustose anche dopo lungo tempo, se il processo viene eseguito a dovere. Per conciarle basta mettere le cime essiccate in un barattolo di vetro a chiusura ermetica e conservarle in ambiente fresco e buio. Nella prima settimana dovrai ‘aprire’ il barattolo due volte al giorno per permettere il ricambio d’aria e prevenire muffe dovute a umidità eccessiva residua. Dopo la prima settimana, basterà aprire ogni paio di giorni fino a termine della concia.
6. In Conclusione
Coltivare autofiorenti in fibra di cocco è sostanzialmente uguale alla coltivazione di fotoperiodiche, sebbene possa essere un po’ più difficile per i principianti dato che la terra è più tollerante agli errori. In base al tipo di terriccio e prodotti usati, il terriccio aiuta con pH e salute del substrato, mentre la fibra di cocco è inerte e richiede più attenzione. È fortemente consigliato munirsi di strumenti per misurare pH ed EC quando si coltiva in fibra di cocco. Ma non lasciarti scoraggiare: con le dovute attenzioni coltivare in fibra di cocco è facile quanto qualsiasi altro substrato!
Comments